Bruno Contrada: la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo sul concorso esterno in associazione mafiosa

La Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo, con la sentenza 14 aprile 2015 Causa Contrada c. Italia ha sanzionato l’Italia per la condanna inflitta a Bruno Contrada per concorso esterno in associazione mafiosa.

Secondo i giudici di Strasburgo, Bruno Contrada non doveva essere condannato perché all’epoca dei fatti (1979 -1988), il reato non era “sufficientemente chiaro e il ricorrente non poteva conoscere nello specifico la pena in cui incorreva per  la responsabilità penale che discendeva dagli atti compiuti”.

Contrada si era rivolto alla Corte Europea dei diritti dell’uomo nel luglio del 2008 affermando che – in base all’art. 7 della CEDU, che stabilisce il principio “nulla poena sine lege” – non avrebbe dovuto essere condannato perchè “il reato di concorso esterno  in associazione di stampo mafioso è il risultato della evoluzione della giurisprudenza italiana posteriore all’epoca in cui avrebbe commesso i fatti per cui è stato condannato”.

I giudici di Strasburgo hanno così accolto le tesi della difesa, affermando che i giudici nazionali, nel condannare Contrada, non hanno rispettato i principi di “non retroattività e di prevedibilità della legge penale”, ritenendo che all’epoca dei fatti contestati, il reato non era stato sufficientemente chiaro e quindi prevedibile dall’imputato.

Nella sentenza si afferma che: ” il reato di concorso esterno in associazione mafiosa è stato il risultato di una evoluzione della giurisprudenza iniziata verso la fine degli anni ’80 e consolidatasi nel 1994 e quindi la legge non era sufficientemente chiara e prevedibile per Bruno Contrada nel momento in cui avrebbe commesso i fatti contestatigli”.

La Corte ha sostenuto che “si può considerare “legge” solo una norma enunciata con una precisione tale da permettere al cittadino di regolare la propria condotta”.

La norma deve essere dunque determinata e chiara, con la conseguenza che una giurisprudenza complessa e contrastante, come quella in materia di concorso esterno tra gli anni ’80 e ’90 non avrebbe permesso al ricorrente di comprendere con chiarezza i fatti contestati e prevederne la relativa sanzione.

Il principio di legalità così come espresso dalla Corte Europa dei diritti dell’uomo fa rientrare nella nozione di diritto (“law”) sia quello di origine legislativa che giurisprudenziale.

Si ritiene che per quanto possa essere chiaro il testo legislativo, in qualsiasi sistema giuridico, compreso il diritto penale, esiste un elemento di interpretazione giudiziaria, considerato che è inevitabile un’attività di chiarimento dei punti oscuri e di adattamento alla fattispecie concreta.

E’ costantemente affermato nella tradizione giuridica degli Stati -parte della Convenzione Europea per i diritti umani che la giurisprudenza in quanto fonte di diritto, contribuisce necessariamente all’evoluzione progressiva del diritto penale.

Con buona pace del principio della triplice  ripartizione dei poteri di montesquiana memoria !!!

Avvocata Rosa Petruccelli del Foro di Perugia

 

Annunci
di Avvocato Rosa Petruccelli Inviato su Altro ....

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...