STALKING E FEMMINICIDIO

COME SI ARRIVA AL FEMMINICIDIO AD OPERA DI UOMINI APPARENTEMENTE SANI DI MENTE?
SI TRATTA DI UN RAPTUS?
TUTT’ALTRO
Qui la mia relazione all’incontro del 17 Ottobre 2018 presso Sala di Notari di Perugia, una delle sale più belle ed importanti della città.
Con la seconda RELAZIONE cercherò di illustrare quali sono i meccanismi attraverso i quali si passa dalla manipolazione, che è una delle forme più gravi di violenza psicologica, alla violenza fisica, all’omicidio, al feminicidio, al parricidio.
Il femminicidio quasi mai è conseguenza di un raptus
E’ piuttosto l’atto finale di un’escalation di violenza psicologica nei confronti della donna.
Spesso dietro questa escalation di manipolazione e violenza psicologica c’è un narcisista perverso .
La perversione di cui vi parlo non è afferente alla sfera sessuale.
Quindi non sto parlando di perversione sessuale quanto piuttosto di perversione mentale, sadismo mentale: il perverso godimento nel procurare l’angoscia nell’altro.
Per impostare correttamente la problematica del narcisismo perverso dobbiamo focalizzare l’attenzione sulla particolare tipologia di condotta tipica del narcisista perverso.
Egli, infatti, si relaziona con gli altri esclusivamente mediante condotte manipolative.
Si tratta di una particolare forma di manipolazione mentale che possiamo definire relazionale, che riguarda, cioè i rapporti tra coniugi, conviventi, fidanzati, genitori e figli, gruppi di adolescenti, gruppi di adulti.
La manipolazione relazionale costituisce il nucleo da cui ha origine la dipendenza psicologica della vittima.
Parliamo di “dipendenza affettiva” perchè ci muoviamo nell’ambito dei rapporti affettivi, fraterni, sentimentali, amicali .
Quest’aspetto è particolarmente importante per comprendere la peculiarità sia della manipolazione sia della dipendenza psicologica.
Da un lato abbiamo il manipolatore perverso il quale costruisce ad arte ed in maniera fittizia rapporti di stima, di amicizia, di amore, dall’altro abbiamo la vittima che quei rapporti di stima, di affetto, di amicizia li prova davvero.
Questo duplice aspetto gioca un ruolo determinante per la caduta della vittima nell’abisso della dipendenza psicologica.
Ed è proprio la dipendenza psicologica connessa e conseguente alla manipolazione mentale che ci consente di comprendere il motivo per cui le vittime, pur subendo violenze fisiche e psicologiche notevoli non si ribellano e non abbandonano i partners violenti.
Inoltre la caratterizzazione affettiva del fenomeno manipolativo ci consente di intuire la gravità del danno psicologico che la vittima subisce, tanto che riguardo alle vittime del narcisista perverso la comunità scientifica parla di disturbo post-traumatico da stress.
Chi è, dunque, il soggetto affetto da disturbo narcisistico di personalità?
Può essere un uomo, una donna, un adolescente, un gruppo.
Di solito di sesso maschile, ma sia pure con differenti caratteristiche anche di sesso femminile.
Il disturbo in oggetto non incide negativamente sulle capacità intellettive e cognitive dell’individuo.
Il narcisista perverso è mentalmente sano.
La patologia risiede in una sorta di disfunzionalità affettiva ed emotiva.
I soggetti affetti da disturbo narcisistico della personalità non sono in grado di provare tutta la gamma di sentimenti umani.
Quindi possono essere paragonati a dei robot.
Sono dotati di grande razionalità, lucidità mentale, freddezza anche dinanzi a situazioni di grande stress.
In cosa consiste la perversione mentale del narcisista perverso?
Il perverso non crede nella legge degli uomini, nella legge del diritto, non crede nel decalogo biblico.
Il perverso pensa che queste leggi siano false perchè pongono dei limiti.
Ad esempio non puoi godere di tua madre
Non puoi sapere o avere tutto.
Per il narcisista perverso tutto deve essere possibile e quindi la legge deve essere distrutta, infranta.
La formula che guida il comportamento del perverso è
“perchè non uccidere?”, “perchè non rubare?” “perchè non tradire?”
Per i perversi la fedeltà è solo una rinuncia priva di senso
Il perverso conosce solo il godimento e la spinta alla soddisfazione immediata degli impulsi.
L’unica vera legge del perverso è il godimento.
Per il perverso quella che noi chiamiamo virtù è vizio.
Secondo il perverso è giusto godere illimitatamente del proprio corpo e del corpo altrui
Da qui nasce la pedofilia
L’altruismo diventa una finzione, una menzogna
In questo senso per il perverso, l’amore per l’altro è una bestemmia.
Nei rapporti uomo-donna il perverso utilizza varie tecniche di manipolazione che gli consentono di asservire la vittima ai loro scopi.
la comunità di psicologi e psichiatri elenca diverse tecniche manipolative: si va dalle bugie patologiche, ai comportamenti ambivalenti (tecnica bastone e catota, doccia scozzese) le distorsioni comunicative, le triangolazioni, le svalutazioni.
Per sottomettere la vittima il narcisista perverso pone in essere un comportamento manipolativo che si snoda in tre fasi:
1) la prima fase del cosiddetto love bombing (bombardamento d’amore) in tale fase il partner narcisista perverso idealizza la vittima , la riempie di complimenti e di attenzioni al fine di carpirne fiducia e amore
2) la seconda fase si sostanzia nella svalutazione della partner al fine di sottometterla e renderla dipendente psicologicamente
3) la terza fase, quella dell’abbandono al fine di porre, sadicamente, la partner in uno stato di prostrazione, per poi a distanza di tempo ricontattarla in una serie di cicli che si ripetono.
E’ importante sottolineare che in questo modus operandi c’è una premeditazione, in quanto il perverso gode dell’infelicità altrui, a causa di questa forma patologica di sadismo mentale.
Il suo obiettivo è la distruzione psicologica della partner in quanto il narcisista perverso odia le donne.
E’ importante avere un’idea esatta di come il narcisista perverso attua la manipolazione e di come e perchè, nell’ipotesi in cui la vittima si ribelli il manipolatore perverso possa giungere al femminicidio.
Il femminicidio non è che l’ultimo atto di un continuum di violenza di carattere economico, psicologico o fisico.
Una delle forme più subdole e pericolose di manipolazione è il gaslligting.
Il termine gas light deriva da un’opera teatrale del 1938, “gas light” (che significa letteralmente “luci a gas” ) , da cui è nata la versione cinematografica nel 1944, con l’interpretazione di Ingrid Bergam
Tale pellicola prende il nome di Angoscia in Italia.
Il tema centrale è il tentativo da parte del marito di far impazzire la moglie.
Egli vuole persuadere la moglie di essere pazza e per insinuare in lei questo sospetto, cambia la posizione di alcuni oggetti della casa.
Una volta che la moglie avrà notato tali cambiamenti insisterà sul fatto che la moglie si sia sbagliata.
inoltre il marito altera l’intensità della luce della lampada a gas per poi negarlo per indurre la moglie a credere di avere allucinazioni.
Lo scopo è quello di esercitare una forma di dominio sulla vittima.
Indurre la vittima a dubitare delle sue capacità di percezione della realtà e quindi assumere il pieno controllo della sua vita.
Molto spesso il manipolatore narcisista perverso raggiunge l’obiettivo isolano la vittima o inducendola all’auto-isolamento.
Una cosa importante da sottolineare è che le condotte manipolative vengono poste in essere in maniera ripetitiva, costante, contemporaneamente ed in alternanza tra loro.
E’ questo aspetto che bisogna sottolineare per comprendere l’idoneità delle condotte a raggiungere l’obiettivo della destabilizzazione della vittima.
Il narcisista perverso ( o la narcisista) utilizzerà il gaslighting, insieme alle distorsioni comunicative, alle menzogne patologiche, alle triangolazioni e così via.
Realizzando così un contesto surreale di comportamenti contraddittori ed ambivalenti che, ovviamente, mettono la vittima in uno stato di confusione mentale.
Nei casi in cui la manipolazione è efficace, ossia il narcisista perverso raggiunge il suo obiettivo di distruzione psichica della vittima e di totale controllo su di lei, egli NON ha bisogno di porre in essere il femminicidio perchè il suo scopo è quello di godere della sofferenza dell’altro, lasciandolo vivere, ma con l’angoscia nel cuore.
Nei casi invece in cui la manipolazione non riesce oppure la vittima tenta di fuggire dal controllo, dominio del suo carnefice i rischi di femminicidio solo reali e concreti.
Qualora la vittima riesca a superare la dipendenza psicologica e la confusione mentale indotta, diventa spesso bersaglio di stalking.
Lo stalking è un tentativo di ricattura della preda ad opera del manipolatore perverso.
Il narcisista perverso non può accettare che la preda, considerata un oggetto di sua proprietà, si allontani se non è stato lui a deciderlo.
Ragion per cui tenta una forma di manipolazione più palese, ossia tenta la ricattura attraverso atti persecutori diretti all’indirizzo della vittima che si sostanziano in minacce, pedinamenti, molestie allo scopo di ricondurre la preda sotto il controllo del manipolatore.
Se la ricattura attraverso lo stalking non dà i risultati che il manipolatore si aspetta si scatena la cosiddetta rabbia narcisistica che spesso conduce il manipolatore a compiere il tanto odiato femminicidio.
E in alcuni casi, ancora più perversi, ad uccidere la prole ed uccidere sè stesso, lasciando la partner in uno stato di angoscia che è proprio l’obiettivo del perverso: punire la vittima per aver tentato la fuga e quindi aver tentato di sottrarsi al suo controllo.
(Avvocato Rosa Petruccelli)
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